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Tre fantasie iconiche del guardaroba maschile, tre modi diversi di interpretare il motivo a quadri. Damier, Madras e Principe di Galles condividono una struttura visiva simile (quadrati, linee ortogonali che si incrociano) ma raccontano storie profondamente diverse, che attraversano geografie, epoche e culture. Dalle rotte coloniali tra Europa e India alle corti britanniche, fino ai codici grafici delle maison contemporanee, queste fantasie sono diventate veri e propri linguaggi tessili. Ma come si distinguono? E qual è la loro storia?
C’era una volta a Madras, in India
Il Madras nasce sulla costa sud-orientale dell’India, nell’odierna Chennai, storicamente conosciuta proprio come Madras. Qui, già dal XVII secolo, si sviluppa una produzione tessile caratterizzata da fazzoletti e accessori con motivi a quadri irregolari, colori vivaci e una costruzione apparentemente spontanea. A differenza di altri disegni più rigorosi, nei Madras colori si sovrappongono creando leggere sfumature, e l’effetto finale è quello di una griglia viva e movimentata.
Il Damier: la scacchiera della moda
Il Damier è forse la più essenziale delle tre fantasie, e proprio per questo la più grafica. Il termine significa letteralmente “scacchiera” in francese, e descrive perfettamente la sua struttura: quadrati regolari, alternati, costruiti su una ripetizione perfetta. Le sue origini sono più decorative che sartoriali, ma il Damier entra nell’immaginario della moda soprattutto grazie alla sua adozione da parte di alcune maison francesi, che lo trasformano in un segno distintivo.
Da titolo nobiliare a motivo tessile: il Principe di Galles
Il disegno nasce come evoluzione dei tartan locali della regione di Glenurquhart, in Scozia, ma divenne celebre quando viene adottato dal Duca di Windsor, allora Principe di Galles. È composto da una base a quadri su cui si sovrappone una finestra più ampia, spesso evidenziata da un colore secondario. Diventato uno delle basi del guardaroba formale e business, è un grande simbolo di eleganza dal tocco british.
Tre disegni diversi con un unico filo conduttore: la capacità di attraversare il tempo adattandosi a nuovi contesti e nuove interpretazioni. Oggi queste fantasie tornano a vivere nelle nostre collezioni.
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