Reda promuove l’arte:
Il Grande Sacrificio di Lorenzo Puglisi
L’impegno del Gruppo Reda nella promozione e nella valorizzazione dell’arte si conferma con un appuntamento davvero imperdibile. Il Gruppo Reda è main sponsor della mostra dedicata all’opera Il Grande Sacrificio dell’artista italiano Lorenzo Puglisi, che verrà esposta dal 3 al 28 aprile 2019 presso la Sacrestia del Bramante nella Basilica di Santa Maria delle Grazie a Milano. A 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci, l’opera Il Grande Sacrificio è un omaggio e allo stesso tempo una reinterpretazione del capolavoro vinciano l’Ultima Cena, esposto proprio nella Basilica di Santa Maria delle Grazie. Si tratta di un’opera pittorica realizzata a olio su tavola di pioppo, che si inserisce all’interno di un percorso di dialogo che l’artista ha intrapreso ben 7 anni fa con i grandi artisti italiani e i loro capolavori più celebri. L’opera di Puglisi, a cura di Giovanni Gazzaneo, riesce a far emergere dagli abissi del nero, figure, gesti, espressioni e movimenti, portati alla luce da sapienti pennellate di bianco, che rendono riconoscibili i volti di Cristo e degli apostoli durante l’Ultima Cena. Il Grande Sacrificio è un’opera aperta, ricca di dinamismo, in cui l’artista illumina espressioni e movimenti che arrivano allo spettatore come frammenti carichi di significato e suggestioni.
Nato a Biella nel 1971, Lorenzo Puglisi ha esposto le sue opere in Italia e all’estero, dove nel 2016 è stato protagonista della mostra Paintings, curata da Mark Gisbourne, presso la galleria Sobering a Parigi. Abbiamo posto alcune domande all’artista per capire cosa si nasconde dietro alla sua opera e quale sia il rapporto con la terra d’origine: Da dove è nata l’ispirazione che ha portato alla realizzazione dell’opera “Il Grande Sacrificio”? Qualche anno fa mi è stata offerta la possibilità di realizzare una mostra personale a Parigi curata da Mark Gisbourne e ho così potuto lavorare su dipinti di grandi dimensioni. Il lavoro più importante secondo me nella pittura occidentale è Il cenacolo di Leonardo, e a questo capolavoro ho dedicato il mio esperimento di realizzare una versione con le caratteristiche del mio dipingere, una riconcentrazione dell'immagine in quei punti dove l'occhio si sofferma, le mani e i volti, là dove la vita umana appare con maggiore intensità. In particolare, il lavoro di Leonardo si focalizza sui moti interiori che si manifestano negli apostoli al momento della rivelazione del futuro tradimento, oltre ad una serie di messaggi esoterici la cui grandezza ed importanza mi è solo dato di intuire... il mio tentativo di pittura va in questa direzione, utilizzando la struttura del Cenacolo filtrata dalla mia iconografia.
Nell’opera è forte il contrasto tra luce e ombra: qual è il significato che si cela dietro questa scelta? Luce ed ombra, bianco e nero, il mistero in cui siamo immersi e di cui non so proprio nulla, il giorno e la notte, la vita e la morte... gli estremi della condizione umana... una visione estetica di seduzione dalla pittura barocca, Rembrandt, Goya... Piuttosto mi auguro che chi guarda, unica vera ragione d'essere di un dipinto, forse si ponga per un istante una domanda sul significato di tutto questo. Che rapporto ha con la sua città d’origine, Biella, e quanto questo senso di appartenenza ha influenzato la sua arte? È una terra magnifica, ricca di natura e di vita… ai piedi delle Prealpi, il santuario di Oropa, il silenzio... L’arte rappresenta per il Guppo Reda un obiettivo e uno strumento privilegiato per veicolare messaggi, emozioni e cultura e questa mostra rappresenta un’occasione imperdibile per supportare l’arte e il talento Made in Italy.
"Luce ed ombra, bianco e nero, il mistero in cui siamo immersi, il giorno e la notte, la vita e la morte"